Le ragazzine di Ratigher allo Spazio bk

È un libro denso, questo di Ratigher.
Già dal titolo: Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra.
Un titolo pressato, una sintesi lunghissima partita dall’idea di riprendere i titoli dei noir anni ’70, spiega Ratigher allo Spazio bk, durante la prima e unica presentazione del suo libro.


Un libro che sa di quadrenone, per il formato e per i bordini arrotondati del taglio pagina.
Un libro che sa di scuola, a vederlo da lontano.
Scritto fittofitto in ogni suo spazio, senza lasciare posto al bianco spaventoso, alle parole di troppo, alle prefazioni che nessuno leggerà mai.
Un libro di sola sostanza.
Un libro che sapeva di promessa sin dall’inizio, ma anche di minaccia.
Ratigher lo ha messo in vendita sul sito promaomai.com, una diavoleria ricattatrice di sua invenzione.
Hai un mese per comprarti il libro proposto, vedendone solo una piccola anteprima e senza sapere con precisione cosa questo conterrà.
Hai un mese di tempo – giugno 2014, in questo caso –  per credere nel suo autore, star zitto, dargli i soldi e aspettare che lo stampi.
Sì perchè questo libro è stato stampato solo alla luce delle copie vendute, senza garanzie di successo e senza prevenzione di perdite.
Potevano esserne vendute 40 copie come 1500 e comunque l’autore avrebbe dovuto stamparlo.
Le ragazzine è stato proposto assumendo un rischio, credendoci e ingolosendo i lettori con una promessa di esclusività. Ora o mai piú.
Con la promessa solenne che, dopo le vendite di giugno, il libro non verrà mai ristampato. E dico MAI.
Né per l’autore stesso, né per lettori né per case editrici supplicanti.
Quel che è stato è stato.
Molto di quel che si è detto mercoledì scorso allo spazio bk di via Lambertenghi è stato volto a spiegare anche il guadagno di un autore di fumetti e di una casa editrice.
Con questo metodo del panico, se così possiamo chiamarlo, questo metodo del carpe diem, Ratigher è riuscito a vendere in un mese lo stesso numero di copie che ha venduto in 5 anni un suo titolo con la stessa tiratura stampato da una grossa casa editrice.
Con questo metodo Ratigher è riuscito a guadagnare quanto dovuto per il suo lavoro.
Non percentuali ridicole, non stillicidi concessi in anni.
In un mese è riuscito a ripagarsi 4 mesi di lavoro al netto di stampe e spedizioni.
Da ammirare davvero il senso pratico della questione.
Riuscire a campare facendo ciò che piace. Con i disegni che scegli. Con la storia che vuoi.
Facendo i conti con successi e insuccessi. Credendoci.
Veniamo al libro.
Le ragzzine è diviso in 3 parti, individuate in modo molto esplicativo anche attraverso l’uso del colore che finora Ratigher aveva sperimentato solo sulle strisce della rubrica Intanto altrove che disegna per Vice.
Nella prima parte dominano i toni acidi e il rosso, la seconda parte è verde, monocromatica. E la fine, come promesso, è azzurra.
Le ragazzine, Castricani e Motta, hanno una perversa passione in comune: farsi fare delle analisi mediche.
Lasciarsi manipolare e studiare, farsi sondare da aghi, scannerizzare da tac.
Questa passione bizzarra ne unirnà – o dividerà – il destino.
Approfittando della posizione di primario della madre di Castricani, le due amiche prenotano gli esami più improbabili e invasivi.
Motta, cicciottina e docile, è sempre un passo indietro rispetto alla bionda e impertinente Castricani.
L’irriverenza di quest’ultima si manifesta quasi in tutte le tavole in cui viene raffigurata, persino nel colpo di scena finale.
Un libro che è la rappresentazione di una dinamica di coppia esclusiva, malata e difficoltosa.
Un rapporto di dipendenza che, prima o poi, subirà l’interruzione brusca tipica delle imposizioni cieche dei genitori spaventati.
Se non foste tra i fortunati – come la sottoscritta – che sono riusciti ad aggiudicarsene una copia a tempo debito, potete comunque leggerlo gratis scaricandolo da Retina.
E stare ad aspettare il prossimo prima o mai.

Questo è il video moltissimo amatoriale – notare lo stupido formato verticale – di Ratigher che mi fa il disegnetto nell’apposito spazio lasciato sulla quarta di copertina.
Ratigher si ritaglia qualche minuto per le dediche nonostante lui stesso odi chiederle agli autori che ama. E lo ringraziamo moltissimo per questo.

Dopo foto dei miei piedi col bottino, mentre rientro a casa.

image4


Photos e video demmmerda fatti tutti col mio iphono.

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