Happy BDay, Jack

C’è stata una poesia che ho amato moltissimo, di Kerouac.
Al di là delle inflazioni sull’autore, venerato come fenomeno controcorrente.
E molto molto più della sua prosa. 
Che on the road non mi è manco mai piaciuto, ho fatto pure fatica a leggerlo. La poesia di tutte le connessioni mentali narcotizzate. Nella sua secchezza e nel suo cinismo solitario.
In quei richiami ai bassifondi e in quella mancanza di correttezza formale classica.

E poi sí, ho amato anche solo banalmente lui, come personaggio.
Uno di quegli affetti adolescenziali che custodisci senza ricordartene poi tanto spesso.

Uno di quelli che ti insegnano ad amare l’indipendenza e la libertà, mentale prima di tutto.
Oggi sarebbe stato il suo compleanno.

Auguri, neh.


Domando che la razza umana
Smetta di moltiplicare la sua stirpe
E abbandoni la scena
Lo suggerisco

E come castigo & premio
Per questo appello so
Che rinascerò
Ultimo umano
Morti tutti gli altri e io qui
Vecchia donna che vaga per la terra
Mugolando in caverne
Dormendo sulle stuoie

E a volte ciarlerò, a volte
Pregherò, a volte piangerò, mangerò & cucinerò
Al fornellino
Nell’angolo

“In tutti i modi l’ho sempre saputo”
Dirò
Finchè un mattino mi leverò dalla stuoia

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