Verdena, ora muoio!

Verdena
Fontaneto d’Agogna (NO)  – Phenomenon, 03 aprile 2015

Autori del post: Fede&Cla


 

Dialogo sveglio tra menti stanche… ancora a letto!

f.: “bbrrr… ho appena appena il naso fuori dal piumino… ridicola! Ancora mi sento le punte dei piedi congelati dal vento gelido di ieri… che aprile di merda!”
c.: “già… sei proprio una vecchietta… se solo avessi fatto fondo con svariate birre come me saresti stata fuori bella rilassata come Ricky e i suoi giovani amici…”
f.: “oh che ore sono… le 9:00… fantastico dormito solo 5 ore… che è tutta la notte che mi frullano in testa le immagini dei Verdena e ancora mi fischiano le orecchie… che come al solito cerco di piazzarmi a lato palco per riuscire a cavarci qualche scatto decente della serata e poi mi spano i timpani talmente vicino sono alle casse”
c.: “solita babba… io e Pagnarozzi eravamo giusto giusto quasi a fronte palco… centrali, senza proprio nessuno sforzo”
f.: “eddai, che oltre a fare la fotoreporter questa volta mi tocca riflettere meglio sulle impressioni della serata… questa volta ho compito doppio, anche se ho difficoltà a razionalizzare… bisogna fare dei bilanci, ma non sono capace ad astrarre… la cosa diventa una questione personale”
c.: “…le foto come sono venute?”
f.: “potevano essere molto meglio… dopo il caffè al banco che ci siamo bevuti… molto rock’n’roll come inizio concerto… ho sentito il primo suono distorto venire da lontano, quasi chiuso in uno sgabuzzino, mi sono fiondata in mezzo alla bolgia, quella dei ragazzini urlanti che noi non siamo più già da un pezzo… e vi ho perso per strada”
c.: “poco importa noi con calma dopo l’ennesima birra abbiamo conquistato un posto di tutto rispetto… con la nostra proverbiale flemma alcolica”
f.: “prima sono andata di sfondamento a lato destro palco… solo lì vicina vicina ho iniziato a prendere coscienza che finalmente eravamo davanti ai Verdena dal vivo, dopo una vita che li si rincorreva… e la data di Milano subito sold out, e Torino ok forse lo prendiamo il biglietto ma era troppo tardi, e Brescia idem… e poi siamo finiti qui… Fontaneto D’a…chè? In something like a Phenomenon…
c.: “Fontaneto D’Abruzzi…”
f.: “comunque sono partiti di filata con Endkadenz, potentissimi veramente… lei, Roberta poi mi stava proprio davanti come una bella bambola stropicciata”
c.: “neanche i classici pigiamini… lei era tutta di giallo vestita. E poi sul palco si è ben difesa, belli i bassi, belli i suoni, e il suo stile era perfettamente amalgamato al sound del gruppo…
f.: “…”
c.: “poi incredibile che per la prima ora di concerto ci stupivamo dell’esecuzione veramente eccellente dei pezzi… bellissimi suoni e suggestioni”
f.: “sembrava avessero messo su il disco da come suonava tutto tanto pieno e… perfetto”


c.: “Luca alla batteria non delude veramente mai cazzo… la batteria aveva una bella pacca e il suo modo tutto particolare di tirar fuori una ritmica originalissima… con quelle parti controtempo e tempi non convenzionali… e non solo, pure la piccola tastiera con suoni di synth da cui tirava fuori e mixava altra roba
f.: “e lo vedevi là in fondo, nascosto dietro al buio, magro magro quasi l’ombra di sé ma super energico… i capelli lunghi sudati appiccicati alla faccia, quella ancora di un bambino… e quelle braccia nervose che roteavano le bacchette e le picchiavano forte sui tamburi e sui piatti… wow… peccato non essere riuscita a zoomare ancora un po’ per catturarlo e congelarlo almeno in uno scatto!”
c.: “Alberto se la cantava veramente bene… e poi versatilissimo da polistrumentista: passava dalla chitarra alla tastiera senza far notare il minimo sforzo. Distorsioni ricche e bellissime… chissà che cazzo di pedali aveva quello stronzo! E poi tutti hanno dato un contributo alla tastiera… e non sottovalutiamo anche l’onesto lavoro del quarto componente… tipo messicano dei Nirvana!”
f.: “intanto, tra un salto da Endkadenz a Wow e poi Requiem io son pure riuscita a spostarmi a sinistra del palco e con tutta la mia sfacciataggine molesta, che una fotocamera al collo mi dà improvvisa sicurezza… ero arrampicata vicino a tizio e tizia della sicurezza che hanno tentato invano di convincermi a farmi sloggiare”
c.: “minchia… poi su Muori Delaaaayyyy… Alberto è scoppiato proprio! Non ce la faceva proprio più a cantare alla fine”
f.: “ no… e dalla mia posizione d’elite ho notato che dicevano di sentire aria, spifferi molesti sul palco, tanto che si è rimesso una felpa a pigiamino e una sciarpetta (rigida) per scaldare la gola… Non so, forse c’aveva l’nfluenza il poverino… che di vento ne tirava e lo sforzo gli ha ridotto la voce ad un urlo gracchiante”
c.: “è che fino a lì tutto magnifico, ben eseguito, potente come da album in studio… si era appena finito di dirlo”
f.: “ e… muoridelaaaaaaaa….aaaaggggrrrrr…boom! Morto il delay e morta la voce!”
c.: “poi hanno concluso il concerto degnamente, a livello musicale sempre notevoli, anche se quest’imprevisto di Alberto forse ha un po’ influenzato la sua esecuzione… a volte zoppicava, anche con gli accordi”
f.: “però Funeralus è venuta fuori quasi tutta strumentale e l’ho amata ancora di più nella sua caratteristica anima ritmica”
c.: “bella! Anche se non hanno fatto la mia preferita, Inno del perdersi
f.: “ma Nevischio, Ho una fissa… e poi In Requiem, fantastica…”
c.: “ il bilancio è più che buono direi”
f.: “diciamo che dopo 15 anni dall’ultima volta che li ho visti, quella sera là al Circolone che era appena uscito Valvonauta… i pezzi si sono evoluti tantissimo, hanno assorbito influenze e sonorità pazzesche… tante suggestioni sonore mi ricordano la psichedelia e il noise dei miei storici amori musicali”
c.: “cazzo… certi pezzi di Requiem, Wow e anche quest’ultimo album… sono veramente maturi”
f.: “però, non so come dire… rimandati a settembre… meglio, al prox concerto! Non mi hanno toccato le viscere come i veri concerti sanno fare… a parte Sci Desertico che non mi ha fatto tenere il culo fermo… tanto da non riuscire ad evitare una raffica di scatti poco a fuoco!”
c.: “la tua preferita…”
f.: “mancava quella parte di empatia con il pubblico… quel filo sottile, quella vibrazione strana e piacevole… viscerale… l’energia che ti attraversa il corpo a suon di scariche distorte e sintetizzate, che non vorresti finisse mai… quello che ti fa urlare a fine concerto Fuori! Fuori! Fuori!
c.: “è solo che a noi piacciono gli scoppiati, una questione di carattere, di approccio… forse è mancata l’impressione che si stesse vivendo una ritualità collettiva… e poi per il piccolo problemino finale della voce il concerto non ha seguito la sua parabola naturale… l’esplosione espressiva è stata come castrata, da coito interrotto…”
f.: “comunque voto 7 e mezzo… da rivedere sicuro!”
c.: “concordo… adesso ho bisogno di un caffè…”
f.: “concordo…”


Photos bellissime © Federica Travaglianti.

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