20 anni di TARM: intervista a Cecilia Ibañez e Unplugged Tour

Sì, lo so, vi ho già spiegato nei dettagli perché amo così tanto El Tofo.
Sì, lo so, inizio a diventare pesantina.

Ma questo è un viaggio che inizia la bellezza di 20 anni. E un traguardo così importante vale la pena celebrarlo.
20 anni fa Davide Toffolo immagina per la prima volta nel suo fumetto Cinque Allegri Ragazzi Morti dei ragazzi zombie, nati da un rito voodoo e che gli precluderà qualunque tipo di crescita.
Lo stesso spirito di questi giovani zombie viene trasposto in musica su un palco con una sola certezza: quella di rimanere adolescenti macabri da qui all’eternità.
È la nascita dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

20 anni raccolti e conservati in un libro di immaginari sognati e costruiti durante i concerti, vissuti attraverso i disegni e le canzoni. Un CD unplugged registrato a Cagliari e un tour Unplugged.

Ho di recente intervistato la curatrice del libro, Cecilia Ibañez.
E sono ancora sudaticcia dal concerto di Legnano di giovedì scorso.

Quale momento migliore per raccontarvi in ordine un po’ sparso qualcosa in più sul libro e qualche opinione non richiesta sul concerto.


Iniziamo.

Davide Toffolo e Cecilia Ibañez hanno curato il libro Vent’anni di comunicazione visiva nel laboratorio di Tre Allegri Ragazzi Morti.
Un libro che si tuffa nell’immaginario visivo di una band che, tra i suoi strumenti indispensabili, annovera sicuramente carta, matita e china.

Ho ordinato il libro nel momento stesso in cui ho visto il primo teaser, accapparrandomi pure il CD unplugged.
Dalla prima sfogliata, ho subito avuto l’impressione di un film continuo, uno di quei racconti in cui scorri le pagine veloce e le figure si muovono in progressione.
È una narrazione lunga 20 anni, con una colonna sonora da cantare sguaiatamente a memoria cronologica.
C’è dentro l’evoluzione di uno stile, che si muove da una mano sicura ma forse poco personale fino a una mano morbidissima ma netta al tempo stesso con una visione del tutto autentica. E ci fa guardare il mondo attraverso gli occhi dell’autore.

Cecilia Ibañez, la fotografa che segue le band Dentro la Tempesta, è colei che si è occupata di trasporre i ricordi in qualcosa di più concreto e tangibile come questo libro.
Con l’intervista, volevo togliermi qualche curiosità su un lavoro tra l’enciclopedia e il cuore che mi affascinava molto anche dal punto di vista della ricerca.

D: Credo di poter affermare con certezza che si sentisse il bisogno di un’enciclopedia che raccogliesse tutta la comunicazione visiva dei TARM in vent’anni di attività. Come mai proprio ora?
R: Nel 2014 i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno compiuto 20 anni e per festeggiare hanno voluto pubblicare un libro che raccogliesse il materiale prodotto durante il loro percorso. Forse più che un bisogno collettivo, la realizzazione di questo libro era un loro bisogno, un momento per guardare indietro e mettere un po’ di ordine.

D: Di chi è stata l’idea del libro?
R: L’idea è nata da Davide Toffolo che in seguito ha chiesto a me di seguire la cura del progetto. Forse perchè in questi ultimi anni l’ho seguito spesso in tour e abbiamo fatto diverse collaborazioni.

D: Raccontaci come hai fatto a reperire il materiale: Davide ti ha aperto un garage pieno di roba e tu hai dovuto “riordinare”? Si è trattato più di una catalogazione digitale poi impaginata o hai creato una sorta di wunderkammer reale?
R:
Sì, Davide ha un garage e una casa piena di cose, anche Enrico e Luca. Loro conservano tutto, anche le cose che i fan gli hanno regalato in tutti questi 20 anni; infatti nel libro abbiamo pubblicato parte di questo materiale.
Oltre a loro sono anche andata a reperire del materiale che hanno alcune persone vicine a loro; ho anche contattato i fotografi, illustratori e videomakers con le qualli avevano collaborato.

Dopo aver raccolto il materiale (cassette, dischi, cd, fotografie, disegni, e oggetti vari) l’ho messo in ordine, l’ho catalogato e una parte è stata scansionata oppure fotografata. Questa fase di lavoro è stata davvero impegnativa, il materiale era tanto e molto interessante, perciò abbiamo digitalizzato praticamente tutto. Successivamente ho iniziato a selezionarlo, a cercare di capire cosa era interessante pubblicare. L’editing è stato difficile per la dimensione del materiale raccolto e perchè dovevamo stare dentro le 400 pagine.

Per me è stata una sperienza molto importante, collaborare con una band con un immaginario visuale cosi forte, che è riuscita attraverso gli anni ad arrichirlo e farlo crescere è stato molto stimolante.

D: Pensi che si chiuda un ciclo con questi disegni e le ultime serigrafie dei concerti o continueremo a viaggiare nell’immaginario di Davide e dei TARM?
R:
Credo che continuerete a viaggiare e immergervi nell’ immaginario di questi “alegres chicos muertos” per un bel po’.

D: Che fine hanno fatto i cimeli? Sarebbe bellissimo organizzare una mostra, con il materiale raccolto.
R: Da una parte sarebbe bello, ma alla fine il libro è l’oggetto che secondo me riesce a raccontare questo immaginario nel miglior modo.

D: Tu sei argentina, è tanto che vivi in Italia?
R: A febbraio scorso sono stati 8 anni che sono in Italia. È un lungo periodo, ma ho sempre trovato persone belle e opportunità interessanti, per questo sono sempre rimasta; anche se tutt’ora faccio fatica a dire che abito qua, forse prima o poi lo dirò, chissà.

D: Come hai conosciuto Davide Toffolo? Hai conosciuto prima lui o i suoi lavori?
R: Ho conosciuto Davide a Buenos Aires nel 2002, era venuto con un gruppo di italiani in Argentina. Io non conoscevo il suo lavoro come fumettista e neanche con i Tre Allegri. Nel gruppo di argentini che li ha accolti ero l’unica che parlava l’italiano e mi piacevano anche i fumetti, perciò ho portato Davide in giro per i posti underground della città alla ricerca della “historieta argentina”.
Cosi siamo rimasti in contatto, e alla fine in tutti questi anni di amicizia siamo anche riusciti a collaborare assieme, il che secondo me è una bellissima cosa.

D: Il tuo periodo preferito dei TARM?
R: Non ho un periodo preferito loro, credo che tutti abbiano qualcosa che mi piace e mi sembra interessante.

D: Canzone preferita?
R: Si Parte, uno dei primi pezzi che ho sentito dei Tre Allegri e mi è sempre piaciuto, forse perchè mi sento identificata con questa idea del partire. Mi piace anche Il mondo prima, Ninnanannapernina, La fine del giorno e l’ultimo Di che cosa parla veramente una canzone, mi piace questa idea che ognuno faccia una propria interpretazione di un pezzo a seconda della propria esperienza, o forse per me per è cosi…

D: Hai accompagnato i TARM e La Tempesta in giro per l’Italia durante tour e studi di registrazione, come testimonia il libro “Dentro la Tempesta”. Hai fotografato le band migliori ai festival, avrai visto un milione di concerti ormai. Ti sembra sia cambiata la scena da qualche anno a questa parte? Ho l’impressione che ci sia un interesse crescente verso la scena indipendente in Italia, sicuramente anche grazie a etichette come La Tempesta. È una mia illusione o confermi?
R: Non credo di essere la persona indicata per dire che la scena indipendente in Italia sia cresciuta. La Tempesta che è la realtà più vicina a me è sicuramente cresciuta rispetto ad alcuni anni fa, sicuramente a quelli documentati nel mio libro fotografico “Dentro La Tempesta”. Ci sono tante nuove energie e altre che si sono rinnovate, e questo credo sia essenziale per la sua crescita.


Tre Allegri Ragazzi Morti – Unplugged Tour
Legnano (MI)  – Circolone, 16 aprile 2015

Entriamo al Circolone di Legnano e ci avviciniamo quanto più possibile al palco.
Le quinte sono rivestite di strisce rubate proprio dalle pagine delle origini. Cinque Allegri Ragazzi Morti e un incantesimo mal riuscito.

Il locale è un castello delle streghe del luna park, avvolto da una luce blu quasi palpabile e zeppo di comparse surreali, capelli colorati e facce coperte.
Sono bellissime, queste comparse, con quei visi scheletrici e le magliette dell’attesa.

Il palco si accende di una luce soffusa, emanata da enormi teschi in cartapesta. Il palco è un falò. Stiamo raccolti lì, sotto le stelle troppo luminose dell’impianto luci.
E arrivano le maschere di scena, i Tre Allegri Ragazzi Morti più uno, con il suo becco che picchietta quasi il microfono.

La serata è più revival che mai, per celebrare questi primi 20 anni. Occhi bassi, Il principe in bicicletta, La faccia della luna e non guardarmi così perché ho 15 anni e puoi dirlo a tuttichesonostatoio afartiunocchionero conlamatitablu.

Le maschere di Toffolo si stratificano durante la serata, quella bianca lascia il posto a una scura quasi di legno tribale e lui sa sempre un po’ di giostra primitiva e di riti rubati a chissà quale sottocultura africana.

Una sull’altra, la maschera mirrorball e gli specchietti che si riflettono ovunque, sulle facce e sul soffitto, sulle mille maschere che abbiamo e il cielo del Circolone si muove shinyshiny e il pubblico diventa attore. Che sapevamo tutto a memoria. E anche di essere bellissimi, sapevamo, noi mille teschi uguali.

E le cover di Battiato e dei Pan Del Diavolo. E tra una canzone e l’altra Toffolo è quasi educatore e animatore come se noi fossimo dei bambini, e parla e conduce e coinvolge e travolge.
E il pubblico lo adora, come un maestro elementare a cui i bimbi vogliono bene anche quando crescono.
E l’età media di questi zombie è bassissima, e io sono il disagio.

Ma niente importa e mi vendo le corde vocali ne Il mondo prima, che quella canzone racchiude tutto l’immaginario di ciclicità e natura e stagioni e gioia e fine e di nuovo inizio dei giochi dei Tre Allegri Ragazzi Morti.


E arriva questa nuova testa, la testa indipendente e chiede a noi domande che non faremo e quelle che faremo sono sempre un po’ sceme e banali e la vera domanda da fare era solo ma non fa un cazzo di caldo sotto la pelliccia?
Ma io mi nascondo anche se sto in prima fila e niente chiedo.

Si chiude in confortevoli pantomime imparate a memoria a furia di concerti e vaffanculo! bravo! grazie! e lui che incanta e chiacchiera sempre.
Vaffanculo!
Grazie! Bravo! Bravo! Grazie!
E tutti giù a recitare le risposte con il poco fiato rimasto.


Photos bellissime © Federica Travaglianti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...