Munch before Munch

IMG_0478

Ho acquistato questo libro allo Spazio b**k, che mi chiamava dalle ceste con le offerte. Lo avevo già puntato varie volte in libreria senza aver mai ceduto.
Un po’ per noia pregiudiziale, mi pregustavo un po’ troppa pesantezza come tutte le storie ambientate a fine ‘800.
Ma io ho sempre amato Munch, eredità pesante di studi umanistici interroti troppo in fretta.

Apro il libro dopo qualche mese che mi guarda dallo scaffale – lo so, son lenta, ma un cazzo di tempo e il logorio della vita moderna e blabla – e ho subito una fichissima sorpresa della quale non mi ero accorta: la sovracopertina cicciona è in realtà un poster, ecco il perché di quella ciccionezza.

Un poster meraviglioso, la litografia della Madonna sinuosa di Munch.
Un bonus che decisamente invoglia all’acquisto, peccato che dall’esterno non si capisse.

Questo è il primo libro pubblicato dalla Tuss e l’autrice, Giorgia Marras, è anche lei alla sua prima graphic novel bella impastata di carboncino.
Mi colpiscono subito i visi, nel suo stile.
Dettagliati e reali anche quando delineati con pochi tratti.
La faccia cuppa di Munch.

E di tutte quelle volte che mi sono innamorata dei suoi quadri, quando ero a scuola.
L’empatia di una profonda depressione. E il freddo. Quel freddo inimmaginabile per me abituata alle minime di +10°C. Il freddo desiderabile, il bagliore della fuga, dentro a quel freddo.
E i capelli rossi, rossissimi de il Vampiro. Voler essere lei. E la madonna sensualissima e graffiata, molto oltre l’urlo.
E quell’urlo che rappresentava così bene le nostre esistenze annoiate e infastidite, quell’urlo verso l’orrore del mondo e verso la paura della morte. Quell’urlo della morte. E l’abbandono. La madre, la sorella, il padre e il fratello, un abbandono che nessun discorso bohémien può consolare.

E i discorsi inimmaginati, che Giorgia Marras mette in atto alla perfezione. Che tutti noi ci siamo sentiti dei pionieri, a tornare a casa stracciati da ragazzi. A bere e a spararci addosso parole sull’amore libero, parole sul non conoscere la gelosia, prima di trovare la personale ossessione che avrebbe cambiato completamente le nostre vite. E invece no. Anche a fine ‘800 sembra che i ragazzi avessero gli stessi identici problemi. Chissà se per immaginazione o per ciclicità generazionali. Il vuoto riempito dalla disperazione e dall’amore.
E ancora, i giudizi di una famiglia che non capisce, i giudizi di una società dentro alla quale non si riesce a inserirsi.
Le amicizie profonde che a occhi profani sembrano orribili e deviate, la condanna delle menti anarchiche e il rifiuto del conformismo perverso preteso dai cattolici.
Munch come un uomo di quelli con la faccia da eterno ragazzo, un uomo bello ma ferito nell’animo dalle malattie e da una donna.
E tutte le puttande di Parigi per dimenticarla. E no, tutto inutile, non ce la si dimentica.
I dipinti non compresi e rifiutati dalla borghesia, i dipinti osannati come ricalco della società dai bohémiens.

Un libro che offre un ritratto inaspettato e umano di un artista ormai talmente inflazionato da aver stancato.
E invece no, che con uno sguardo attento e originale si capisce quanto poco si sappia realmente sulle persone oltre le tele.

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. lagiorgiana ha detto:

    Ciao Valentina, sono Giorgia, l’autrice di Munch before Munch. Oggi, prima di mettermi al lavoro stavo girovagando per l’internett e mi sono imbattuta nella tua recensione, inaspettata. In questo momento sto scrivendo la mia nuova storia e non nego che come ogni inizio sia piuttosto complicato e faticoso (anche se bellissimo, ovvio). Le tue parole mi hanno commosso e mi hanno ricordato, ancora una volta, il motivo per il quale io ami scrivere storie. Grazie! Un abbraccio, Giorgia.

    Mi piace

    1. Valentina ha detto:

      Cara Giorgia, grazie a te per aver condiviso il tuo pensiero!
      Sono davvero felice quando il mio blog aiuta ad incoraggiare un autore. Un grosso in bocca al lupo per la nuova storia, non vediamo l’ora di leggerla. Un abbraccio a te, Valentina.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...