We are the dead

Un anno nero e violento si chiude con questa canzone. Come tutto ciò che deve morire. Come l’intensità della stella nera che diventa ordigno nell’universo. Come la consapevolezza delle schegge disintegrate. Come la voce di un dio mutevole che scandisce il tempo. We are the dead. L’orizzonte post atomico dei tramonti esplosi male, a nord…

No plan e la tua faccia

L’ho cercata ovunque, la tua faccia. Nei capelli lunghi sul treno. Nei visi della stanchezza sulle scale mobili, la sera tardi. Nel buio del lato est della stazione. Nei neon del lato nord della stazione. L’ho cercata dentro a pagine scritte male, in un incedere monotono di parole sconosciute e quotidiani fatti a pezzi. Nel…

4 voci e i danni collaterali

Le voci che mi tagliano a pezzetti ultimamente sono dei gran classici. Quel disagiato di Thom Yorke. Quel disperato di Billy Corgan. Kim Gordon, una sensualità mai eguagliata. Bowie. Sempre Bowie. E che ve lo dico a fare. Eh. Iniziamo dal disgraziato. Thom Yorke è venuto per la resa dei conti. Che tutto è iniziato…

But love has left you dreamless

Mi sono svegliata alle 3 del mattino con questa canzone in testa. Una melodia che cambia faccia di continuo, mentre un Bowie quasi disperato si piega al tempo. E a tutto ciò che il tempo toglie. Alla sua presuntuosa presenza, al suo atteggiamento perverso da puttana. Time – He flexes like a whore, falls wanking…

Tasting Italian Music in Amsterdam

I recently started my collaboration with Bohemian Cut and Tasting Italian Music, promoting Italian music in the Netherlands. I love this project and I will never be grateful enough to the promoter Alessandra to having me involved in it. You know how fucking miss my music nights in Milan and my blog ❤ The next…

La mini playlist del 2016

E quindi anche Spotify s’è messo a dirmi che il 2016 è stato un anno leggerino. Le mie tre canzoni più ascoltate sono state queste: Libera, Tre allegri ragazzi morti e testo di Vasco Brondi. Libera è arrivata come un presagio, neanche tanto oscuro. È arrivata in inverno, in una delle mattine peggiori di quell’inizio anno…

La terza guerra mondiale, Zen Circus

E quindi, cari i miei Zen, pure voi siete cresciuti. Vi siete fatti grandi, insieme alla nostra amarezza gettata sul passato. Insieme alle disillusioni e ai cinismi futuri. Abbiamo cambiato tipologia di sfrontatezza. Sí – perché non è più il nichilismo di chi solo afferra il momento. Qui il nichilismo si è sviluppato, ha dimostrato…

Du’ ore al ‘Du Festival

Arrivare in ritardo a un festival per cui hai pure l’accredito. Mmm. Dove l’ho già sentita questa? L’Italia ultimamente non aiuta le coincidenze. Comunque. Ho aspettato cosí tanto a scrivere sto report perché non c’avevo scazzo di farlo. Ho aspettato perché boh – forse mi dovrei concentrare solo sul concerto de Il Pan del diavolo….

Intervista ad Andrea Spinelli

Incontro virtualmente Andrea Spinelli per la prima volta su XL, con il suo live painting al concerto de Il Teatro degli Orrori. Inizio a seguire il suo lavoro, mi incuriosisco. Si tratta di due progetti, OnStage Portraits e a Live Painting. E siccome non sono in grado di farmi i fatti miei, iniziamo a chiacchierare…

Tre allegri ragazzi morti @ Magnolia, Milano

Dice che posso dirlo a tutti. Dice. Di tutte le cose che vorrei ancora dire. E che sarebbe meglio tacere. Della confusione e del fatto che non mi dobbiate prendere troppo sul serio. Del fatto che forse qualche filtro ogni tanto sarebbe anche buono metterselo. E invece niente. Che se devo dire qualcosa non saró certo…

Folfiri o Folfox, Afterhours 

Grazie. Che tu sei sempre l’illuminato e io, beh –  io sono il popolino. Che sei libero di spaccarmi la testa in due e stupirmi tutte le volte che vuoi. E che puoi. Che è un album di morte e anche di rinascita, questo. Che è l’album della fine delle illusioni. Delle carte svelate. Della…