Folfiri o Folfox, Afterhours 

Grazie. Che tu sei sempre l’illuminato e io, beh –  io sono il popolino. Che sei libero di spaccarmi la testa in due e stupirmi tutte le volte che vuoi. E che puoi. Che è un album di morte e anche di rinascita, questo. Che è l’album della fine delle illusioni. Delle carte svelate. Della…

The Winstons, The Winstons

Oh – io arrivo tardi ma arrivo eh. Non è che non li avessi ascoltati appena usciti, ‘sti tre The Winstons dalle facce déjà vu. È che servivano tempo e pressione, per capirlo seriously – quest’album. Perché è potente e carico. Richiede attenzione e pazienza. Impegno, persino. Richiede orecchie disposte a far fluire la musica…

La testa indipendente, Tre Allegri Ragazzi Morti

Seconda puntata del viaggio nella discografia dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Mettetevi comodi, entrate in questo cinema ancora non ristrutturato, entrate in questo che non è ancora un multisala. Sedetevi sulle seggioline di legno sopravissute a tre decenni, entrate e dicevo – mettetevi comodi, per quanto possibile. Che la sala puzza di vecchio e i…

Mostri e normali, Tre Allegri Ragazzi Morti

E spariamoci quest’altro viaggio. Iniziamo da qui, Mostri e normali. Che dopo analisi di album e album di dannazione e tormento, sento il bisogno di affidarmi al sano fatalismo del cosmo. Iniziamo dai Tre Allegri Ragazzi Morti. Siamo nel 1999. Boom dell’adolescenza detonata in grembo e zombie di cui non puoi veder la faccia che…

Siberia, Diaframma

Comunque io quegli 80 euri per il vinile originale di Siberia ce li spenderei. Ce li spenderei eccome, avendoli. Appena trovo un lavoro me lo compro. Lovogliolovoglio. Che non c’è ristampa che tenga. È un discone, quello. E  pretendo l’originale. Ecco. Sapere che i Diaframma sono in giro per l’Italia a suonarlo completo, dal vivo,…

Padania, Afterhours

Che poi, come in ogni percorso, si arriva alla fine. A una fine temporanea, almeno. Si arriva alla fine con un album ghiacciato. Con Padania e gli stati della mente. Si arriva all’album sociale. Società e identità. Che in questi anni quanto cazzo hai parlate di te stesso – e ora basta. Anzi, è ora…

I milanesi ammazzano il sabato, Afterhours

E arriviamo all’album che non capisco, degli After. L’album della paternità e delle fasi che non ho vissuto. Delle fasi che non voglio vivere. L’album dove salvi alcuni spunti, dove intravedi ancora l’uomo che era lí dietro. Prima dei figli e delle reaponsabilità. Prima delle ninnenanne e delle notti in piedi. Cioè, in piedi per…

Le cose cambiano, Giorgio Ciccarelli

Il momento di Le cose cambiano è arrivato nell’esatto istante del mio cambiamento. In questa piccola nuova casa arrampicata su un canale. Nella pioggia e nel buio e le attese. E ho messo il CD, sfogliando con calma ogni pagina del libretto, leggendo i testi. Ho incontrato Giorgio la sera prima di lasciare Milano, il…

Roma live!, Baustelle

Dell’uscita del nuovo album dei Baustelle l’ho scoperto tipo due giorni fa. Un’improvvisata. Non è che io sia proprio un’amante dei dischi live, ma son comunque contenta perché – sai com’è – no concertini da tempo e cerco dei surrogati. E loro mi piacciucchiano siempre tanto. Ecco. Così stamattina mi son messa brava brava ad…

Il teatro degli orrori

Del nuovo album de Il Teatro degli Orrori posso iniziare a parlarne senza averlo neanche ascoltato. E dai, lo so che non si fa. Ma almeno lo dichiaro. Vi dico come sarà: potente, musicalmente parlando. Anacronistico, che il Capovilla cosí è. Enfatico, che pure qui – il Capovilla cosí è. Politico di un’opposizione un po’…

Quello che non c’è, Afterhours

Nell’ultimo mese ho scritto davvero pochi post, lo so. E lo so, che poi la metà di quelli che ho scritto son sugli album degli Afterhours (scusate, lo scrivo per intero così mi si indicizza meglio – anche se normalmente direi solo After). E ora tocca all’album della mancanza. Spariamoci sto viaggio nell’album della nostalgia….

Non è per sempre, Afterhours

Gli After e l’album di Milano. Quello in cui Milano non è la verità. L’album delle strade che conosco e delle sensazioni negate. L’album del dopo. Di quando le cose erano novità esaltanti, del momento ormai finito. L’album di quando si entra nella routine e si cerca un modo per uscirne. L’album un po’ addormentato…