La terza guerra mondiale, Zen Circus

E quindi, cari i miei Zen, pure voi siete cresciuti. Vi siete fatti grandi, insieme alla nostra amarezza gettata sul passato. Insieme alle disillusioni e ai cinismi futuri. Abbiamo cambiato tipologia di sfrontatezza. Sí – perché non è più il nichilismo di chi solo afferra il momento. Qui il nichilismo si è sviluppato, ha dimostrato…

Folfiri o Folfox, Afterhours 

Grazie. Che tu sei sempre l’illuminato e io, beh –  io sono il popolino. Che sei libero di spaccarmi la testa in due e stupirmi tutte le volte che vuoi. E che puoi. Che è un album di morte e anche di rinascita, questo. Che è l’album della fine delle illusioni. Delle carte svelate. Della…

Mostri e normali, Tre Allegri Ragazzi Morti

E spariamoci quest’altro viaggio. Iniziamo da qui, Mostri e normali. Che dopo analisi di album e album di dannazione e tormento, sento il bisogno di affidarmi al sano fatalismo del cosmo. Iniziamo dai Tre Allegri Ragazzi Morti. Siamo nel 1999. Boom dell’adolescenza detonata in grembo e zombie di cui non puoi veder la faccia che…

Il teatro degli orrori

Del nuovo album de Il Teatro degli Orrori posso iniziare a parlarne senza averlo neanche ascoltato. E dai, lo so che non si fa. Ma almeno lo dichiaro. Vi dico come sarà: potente, musicalmente parlando. Anacronistico, che il Capovilla cosí è. Enfatico, che pure qui – il Capovilla cosí è. Politico di un’opposizione un po’…

Quello che non c’è, Afterhours

Nell’ultimo mese ho scritto davvero pochi post, lo so. E lo so, che poi la metà di quelli che ho scritto son sugli album degli Afterhours (scusate, lo scrivo per intero così mi si indicizza meglio – anche se normalmente direi solo After). E ora tocca all’album della mancanza. Spariamoci sto viaggio nell’album della nostalgia….