Siberia, Diaframma

Comunque io quegli 80 euri per il vinile originale di Siberia ce li spenderei. Ce li spenderei eccome, avendoli. Appena trovo un lavoro me lo compro. Lovogliolovoglio. Che non c’è ristampa che tenga. È un discone, quello. E  pretendo l’originale. Ecco. Sapere che i Diaframma sono in giro per l’Italia a suonarlo completo, dal vivo,…

Padania, Afterhours

Che poi, come in ogni percorso, si arriva alla fine. A una fine temporanea, almeno. Si arriva alla fine con un album ghiacciato. Con Padania e gli stati della mente. Si arriva all’album sociale. Società e identità. Che in questi anni quanto cazzo hai parlate di te stesso – e ora basta. Anzi, è ora…

Il teatro degli orrori

Del nuovo album de Il Teatro degli Orrori posso iniziare a parlarne senza averlo neanche ascoltato. E dai, lo so che non si fa. Ma almeno lo dichiaro. Vi dico come sarà: potente, musicalmente parlando. Anacronistico, che il Capovilla cosí è. Enfatico, che pure qui – il Capovilla cosí è. Politico di un’opposizione un po’…

Quello che non c’è, Afterhours

Nell’ultimo mese ho scritto davvero pochi post, lo so. E lo so, che poi la metà di quelli che ho scritto son sugli album degli Afterhours (scusate, lo scrivo per intero così mi si indicizza meglio – anche se normalmente direi solo After). E ora tocca all’album della mancanza. Spariamoci sto viaggio nell’album della nostalgia….

Germi, Afterhours

Germi è il terzo album degli Afterhours. I primi due non li ho mai ascoltati, confesso che non mi esalta particolarmente l’idea che siano cantati in inglese. Ma Germi apre le porte a quell’era di cut-up, testi surreali e significati nascosti. E musica – oh, musica non paragonabile a nient’altro. Che le influenze si intravedono…